Ti aspetto e ti parlo piano

Vaneggiamenti di un padre in attesa

Season 1 Episode 12 – Tiè! Tiè! e ancora Tiè!

5,5 centimetri!! No dico, 5,5 centimetri… sei cresciuto tanto e stai alla grande!!! Orgoglio di Papà!!

E’ perfetto” quando la Ginecologa Russa ha promunciato queste parole a momenti cado dalla sedia, ed una vocina dentro ha iniziato ininterrottamente a ripetere “tiè! tiè! tiè!… beccati questa!!”

Grande Nicolo!! Non pensavo che una cosina di cinque centimetri potesse dare tanta soddisfazione. Era forse dal mio ultimo “Big Jim Olimpionico” col suo costumino speedo accessoriato di medaglia, che una robina tanto piccola non mi faceva star così bene (ma Wikipedia conferma che BigJim era di 25 cm!).

Ma raccontiamo questa giornata:

Per tutta la giornata ero stato teso e nervoso. Le parole della severissima Ginecologa Russa nell’ultima visita rimbombavano nella testa “E’ molto piccolo per la sua età… vedremo a fine agosto“… grrrr!

La tensione derivante da quelle poche parole non ha mai smesso di accompagnarmi in queste settimane. Per entrambi il 19 agosto 2010 non poteva arrivare presto abbastanza; avevamo bisogno di vederlo crescere e pulsare ancora, di sentire che stava bene. La ginecologa Russa non ti concede nulla coi suoi discorsi rigidi e severi, è sicuramente bravissima nel suo lavoro (ci è stata consigliata caldamente) ma ha l’impostazione fredda, seria e rigida di una Guardia Svizzera. Hai la stessa probabilità di farla sorridere quante ne avresti con una fotocopiatrice inceppata.

Probabilmente il problema è tutto mio, fatico a prendere qualcosa sul serio soprattutto quando sono teso. E’ il mio modo di stemperare quella tensione. Togli l’ironia ed il sarcasmo dalla mia vita e finisco in galera o i manicomio entro due settimane.

Comunque, con la mamma decidiamo di incontrarci a Traversetolo, davanti all’ambulatorio alle 18,30. Sono le 18 di un caldissimo pomeriggio di agosto. Sto guidando, cantando “Behind the wheel” dei Depeche Mode a squarciagola quando improvvisamente mi si accende la spia dell’acqua della Punto. Nooooooo… non oraaaaa!!!

La mia fedelissima Punto da zingaro aveva sempre apprezzato i Depeche Mode!! Forse ho stonato nell’acuto del ritornello…mmmh… o forse mi sta mandando un messaggio subliminale… sta dicendo “Non ti ci porto dalla Ginecologa Russa…” forse era gelosa, oppure spaventata. Mi fermo, impreco quanto basta, lascio scendere la temperatura (della macchina… e la mia) e mi rimetto in marcia rincorrendo con lo sguardo la lancetta della spia che continuava ad alzarsi non appena scendevo sotto i 100 km/h. Finalmente arrivo, la parcheggio come buttandola via, sprezzante. Ora che ero arrivato non mi interessava più nient’altro, poteva anche andare a fuoco.

La mamy è già arrivata, fremente mi stava chiamando per sapere dove ero. Ho bisogno di calmarmi, decidiamo di prenderci un gelato al bar visto che siamo in anticipo. Ingoio un Magnum Classico sputando lo stecco di legno in 30 secondi netti (record stagionale) e ci avviamo verso l’ambulatorio.

La Ginecologa Russa ci fa accomodare, siamo tesi ma la mamma ride notando che naso e bocca erano pieni di cioccolato (è una mia prerogativa sin da piccolo, se non ti sporchi la faccia non ti godi il gelato), la ginecologa sembra non cogliere o comunque è poco interessata al clown che ha davanti. Si mette a guardare gli esami della mamma, in silenzio col suo sguardo da rottweiler… Silvia la fissa ansiosa, con sguardo di chi si domanda se avesse risposto correttamente ad un esame universitario, senso di colpa pronto in borsetta.

Armeggio col telefono ed accendo il registratore, voglio registrare le sue parole questa volta. La mamma mi squadra con sguardo severo, come se fossi nudo in piazza (preparati agli sguardi severi di mamy, micidiali!).

La ginecologa Russa le chiede di spogliarsi e coricarsi sul lettino. Io mi alzo ed esco, pensando fosse illegale per un uomo guardare una donna durante una visita ginecologica. Resto appollaiato dietro alla porta, pronto a fiondarmi dentro non appena chiamato.

Passano cinque minuti, ho ormai un rivolo di bava alla bocca e un principio di crisi isterica quando Silvia mi richiama dentro. Sullo schermo la sua foto che mi attende (quella che vedete sopra). L’ecografia era finita, me l’ero persa, ma quell’immagine splendida, della sua testa, la spina dorsale, la gambina intenta in una semi rovesciata stilisticamente impeccabile era tutto quello che volevo vedere. La mamma sorride, non dice nulla ma quel sorriso mi dice tutto quello che avevo bisogno di sapere: Stai bene e stai crescendo!!

Impacciato abbozzo qualche domanda alla ginecologa che mi risponde come ad un passante impiccione, ma non la ascolto neppure, non riesco a staccare lo sguardo da quello schermo. Ora tutto quadra, la ginecologa armeggia con la sua rotella magica e declama “E’ perfetto!” e quasi gli scappa un sorriso.

Mi accorgo che riprendo a respirare, ero in apnea con un colorito bluastro. “..tiè! tiè! tiè!… beccati questa!”… con un senso di orgoglio come se avessi vinto l’oro olimpico. Ci alziamo, io e mamy ci diamo un “cinque” ed andiamo fuori ad urlare in silenzio. L’avventura continua ed è una giornata che merita di esser celebrata.

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2 commenti»

  Eli wrote @

E vai!!!! Bravo il piccoletto! Sono felicissima.
xxx

  Monciccì wrote @

sai piccolino quando il tuo matto papa mi ha chiamato e mi ha detto che stavi bene…ho tirato un piccolo sospiro di sollievo anche io…
ne sono ormai certa…sei un forzuto e in barba a tutte le paure che questo mondo mette…tu arriverai splendido su un destriero a far innamorare tutti noi…( papy e Mamy lo sono gia!)
anche perchè la prossiima estate hai Silvano il padellone che ti aspetta! un abbraccio a te ed uno doppio ai tuoi matti genitori!


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